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Il vantaggio che ti mancava
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Il vantaggio che ti mancava
La LONGEVITA' definisce la nostra era.
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Benvenuto
Nessuna generazione nella storia ha vissuto così a lungo. E nessuna era così tanto impreparata a farlo.
La società è ancora strutturata per vite di 70 anni. Ma gli 80 sono diventati la norma, i 90 frequenti, i 100 una prospettiva concreta per un numero crescente di persone. La longevità non è più un’eccezione, è già tra noi, ogni giorno, in ogni famiglia.
Il World Economic Forum lo ha capito per tempo. Dal 2019 pubblica raccomandazioni precise su come prepararsi a questo cambiamento, su salute, soldi, scopo di vita, ma insieme. Documenti autorevoli, basati su dati, pensati per chi vuole costruire la propria longevità invece di subirla.
Il problema è che restano pensati prevalentemente per istituzioni e grandi aziende.
In Italia, nessuno li aveva ancora resi alla portata di chi è interessato a saperne di più su come costruire il futuro lontano.
Longevity Agenda nasce per questo, con due missioni precise.
La prima è per le persone: riunire in un unico luogo tutto quello che serve sapere per essere aggiornati in modo autorevole sulla longevità. Ricerca, tendenze internazionali, protagonisti, strumenti, eventi; ogni settimana, senza rumore, in modo serio ed affidabile.
La seconda è per le aziende e i professionisti: fornire il fondale, lo scenario a quello che fanno. Ogni verticale, dalla salute alla finanza, dal benessere al lavoro, opera dentro uno scenario più grande che spesso i clienti e i dipendenti non vedono. Longevity Agenda trasmette consapevolezza, aggiunge contesto, aumentando così il valore di ciò che viene fatto.
Aggiunge il vantaggio che mancava.
Benvenuto.
Alex Tei
Ikigai
Perché è una fase della vita che nessuna generazione ha mai vissuto. Quindi non c'è esperienza e pertanto può trasformarsi in un rischio.
Perché ormai è comune vedere in giro persone di 80 e 90 anni perfettamente autonome. Per loro vivere di più è una bella notizia. Ma molte altre sono invece chiuse in casa perché non hanno salute, oppure non hanno soldi, oppure non hanno voglia di vivere. Per loro vivere di più può essere un incubo. Cosa differenzia le prime dalle seconde?
Molti pensano che la longevità sia una questione di genetica o di fortuna. La verità è che vivere a lungo, e vivere bene, richiede un’architettura precisa, costruita per tempo, decenni di anticipo. È un’integrazione perfetta tra la cura del corpo (Health), la sicurezza delle proprie risorse nel tempo (Wealth) e la motivazione che ci fa alzare dal letto ogni mattina (Purpose). Ma non è una cosa da ricchi, ma è una cosa da persone organizzate, previdenti, accorte.
In più, la longevità è un modello individuale che ognuno deve personalizzare secondo le proprie attese ed i propri bisogni. Ma non deve essere qualcosa di opprimente, ma invece qualcosa che migliora la qualità della vita appena prendi consapevolezza ed inizi a costruire, in modo intelligente, senza sacrifici e rinunce, la tua, propria, personale, longevità.
I giapponesi chiamano questo punto di equilibrio Ikigai: la propria ragione d’essere.
Perché tutto questo sia alla tua portata, devi essere consapevole, informato, aggiornato; altrimenti perdi l'occasione della vita: con il tempo non potrai più recuperare.
Longevity Agenda è per rimanere informato, settimana dopo settimana, e capire come si muove il mondo.
Quando poi vorrai passare all'azione e fare sul serio, potrai farlo in compagnia di Be Perennial.
Memo
La longevità è una gran bella notizia. Ma solo per chi prepara per tempo. E tu?
Quando si lascerà il mondo del lavoro, probabilmente si vivrà ancora per 30 o 40 anni. Il problema per tutti è avere la certezza che questa prospettiva sia una bella notizia.
C’è un numero, nell’ultima Relazione annuale della Banca d’Italia* (Bankit), che vale la pena ricordare più di tutti gli altri.
Il numero su cui riflettere è questo: le famiglie con a capo una persona di oltre 65 anni hanno visto quasi raddoppiare la propria quota di ricchezza (circa il 32 per cento), mentre le famiglie più giovani hanno assistito ad un vero e proprio tracollo della stessa, che è passata dal 13 al 4 per cento.
Sintetizzando molto, questo numero mette in risalto che c'è un'Italia divisa in due:
- quella di coloro che si aspettano un'eredità, per i quali la ricchezza ricevuta diventerà una componente decisiva del loro patrimonio;
- quella di coloro che non l'avranno o l'avranno in misura tale da non essere una componente decisiva del loro patrimonio.
La Relazione evidenzia che queste due Italie hanno comportamenti diversi «I nuclei che si attendono di ricevere un’eredità presentano in media livelli di consumo superiori del 7 % e un risparmio inferiore di circa il 17 % rispetto a quelli che non hanno tale aspettativa»
Ma entrambe queste due Italie hanno in lontananza la medesima prospettiva di longevità e sappiamo che la vita che allunga è una buona notizia solo per chi si prepara; allora la domanda è: le due Italie come si comporteranno? Ce ne sarà una in forte vantaggio rispetto all'altra? Scopriamolo assieme.
Dal punto di vista dei soldi. le prime, avendo mezzi, avranno meno difficoltà a farlo sul piano economico, le seconde dovranno, invece, adottare un approccio sistemico in modo da arrivare ugualmente a disporre di quello che serve.
Questo per quanto riguarda i soldi, ma la longevità va ben oltre i soldi, perché parte dalla salute e lì le due Italie sono di nuovo affiancate. Infatti, la salute solo in piccola parte si riceve in eredità dai genitori, per l'80 % dipende dai comportamenti tenuti durante la vita e dall'ambiente. Sono affiancate perché i comportamenti che determinano e proteggono la salute praticamente non hanno un costo, quindi non dioendono dai soldi ma sono meramente intenzionali.
Lo stesso dicasi per lo scopo, ossia la direzione di vita adottata.
A grandi linee, ognuna delle due Italie ha potenzialmente le stesse chance di vivere appieno la propria longevità.
Potenzialmente perché entra in gioco la consapevolezza. Un ereditiere che non sa, ha meno chance di un non ereditiere informato.
La vera differenza è qui e nell'intenzionalità, non nei soldi, che certamente aiutano, ma il surplus dell'ereditiere alla fine non gli porta un vantaggio decisivo, rispetto al non ereditiere consapevole, che si prepara opportunamente.
Consapevolezza ed intenzionalità significano: sapere cos'è, sapere cosa fare, sapere come farlo, farlo effettivamente e poi continuare a farlo fino al traguardo.
E sfruttare il tempo necessario a prepararsi, perché la longevità inizia da giovani. Infatti ad 80 anni nessuna ricchezza riesce a compensare quello che non si è fatto a 40.
Infine, la continuità, perché, come sempre, senza continuità nessun obiettivo può essere raggiunto. La natura ci porta ad iniziare con entusiasmo, che piano piano viene meno fino a perdersi per strada.
Quindi la preparazione è la vera discriminante tra longevità buona notizia od incubo, tra anni di vera vita o di difficile sopravvivenza.
La preparazione è quindi alla portata di tutti, ma essendo puramente intenzionale, è difficile.
Ognuno, oggi, fa già qualcosa con gli specialisti di settore, per la salute e/o per i soldi e/o per lo scopo, ma in modo scollegato e spesso non continuativo. Ma con una visione d'insieme si ottengono risultati migliori.
Per questo, serve un approccio sistemico che, partendo dalla conoscenza, fornisca la cornice di integrazione e coerenza di salute, soldi, scopo, che dia continuità ed accompagni fino al traguardo.
Per questo serve Be Perennial, la 1ª piattaforma di approccio collaborativo alla longevità secondo i principi WEF
Longevity highlights
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Il World Economic Forum e Marsh hanno appena pubblicato il loro terzo rapporto sulla longevità.
The Edit
I brand che definiscono la longevità in Italia.
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